Giusy Ferraina - 21.11.2010
"Sono donna, quindi mignotta". Con questa dichiarazione "audace" presentiamo MGM - Il Manuale delle Giovani Mignotte, scritto da Debora Ferretti e pubblicato dalla AlibertiCastelvecchi. Dopo aver raccontato i suoi due libri, MGM e MGM2, due manuali alla sopravvivenza delle donne di oggi intelligenti e senza peli sullo stomaco, incontriamo la scrittrice per una chiacchierata chiarificatrice su molti concetti audaci, altri rivoluzionari, altri quasi storici ma che è meglio avere sempre a mente.
D: Perché scrivere un libro che è non solo un manuale ma un inno alla mignotteria?
R: Oggi come oggi appena un argomento prende piede, via che si sforna il manuale ad hoc per spiegare di che si tratta. Mini trattati sui social network, corsi base di web-economy, guide anti-stalker. Ogni questione di qualche interesse riceve in un lampo la sua manualistica di riferimento. Mancava giusto un trattato di mignottologia teorica e applica (argomento non proprio di ultimo grido, ma tant'è...). Visto che l'epoca offre largo spazio al tema, mi sono infilata a gamba tesa con un testo che prende posizione decisamente e senza moralismi. MGM invita a essere contemporanee e pratiche attraverso la propria femminilità che non è semplicemente corpo e sesso, bensì intelligenza, intuito, autonomia, consapevolezza, creatività, ironia.
D: Saper essere e fare la mignotta equivale per una donna a saper usare la sua intelligenza, questo è il messaggio primario che arriva leggendo il tuo libro. Non è un concetto apparentemente digeribile...
R: Digeribile o no questo è lo stato delle cose. Una donna che non tradisce il proprio genere, anzi lo cavalca a testa alta, è una donna intelligente. Il rapporto uomo-donna è vincolato dal genere di appartenenza. Nel regno animale l'interazione tra generi diversi si manifesta in una riduzione dell'aggressività, invece tra individui si manifesta con un aumento della disponibilità. E la disponibilità maschile è radicalmente diversa da quella femminile. Se io, per esempio, sono molto contenta della mia igienista dentale o della mia parrucchiera o della mia sarta, le indirizzo altre clienti come riconoscimento della sua professionalità. Estirparla dal suo studio odontoiatrico o dal suo salone o dal suo atelier e garantirle un vitalizio, è invece un atteggiamento maschile che prescinde le doti della persona e si muove su altri binari. Così è oggi ed è sempre stato. La donna che si relaziona all'uomo in piena coscienza di questo naturale (nel senso che appartiene alla natura) sistema, è di certo intelligente.
D: Possiamo dire che MGM in fondo è un libro che apre gli occhi alle donne di ogni età, dando utili consigli per avere la giusta immagine e conquistare i propri obiettivi?
R:Parlare di obiettivi è indispensabile. Purtroppo gli obiettivi rappresentano un discrimine pericoloso che non rende lucidi nel giudizio. Mi spiego: se vai in un ufficio pubblico a chiedere informazioni e il signore dall'altra parte dello sportello si prodiga oltremodo per risolvere le tue problematiche, le persone in fila sbuffano, bisbigliano, si lasciano andare a commenti che non riguardano te, bensì la lentezza del personale. Se invece ottieni, grazie ai tuoi studi e ai tuoi sforzi, un avanzamento di carriera (con annesso aumento di stipendio riguardevole), i colleghi non si fanno scrupoli a insinuare e sottendere. Insomma: i successi di una donna vengono quasi sempre filtrati attraverso il sistema di cui ho detto poco fa. E quando non accade dipende sempre dall'aspetto poco attraente della signora in questione. E' una situazione esasperante, lo ammetto, ma fa parte dei sistemi di relazione nei quali ci muoviamo e che ognuno di noi, chi più chi meno, contribuisce a mantenere e ad alimentare. Ai piccoli successi, invece, è riservato tutt'altro giudizio: vengono catalogati nel settore sensibilità al fascino femminile.
D: Dopo MGM c'è MGM2, come mai questa "seconda puntata"? È un libro obbligatorio o doveroso nei confronti delle tue lettrici?
R: Escort sarà lei! prosegue l'analisi realistica e scrupolosa della nostra epoca iniziata col primo volume. Sono stati i lettori stessi a propormi altre tipologie di comportamenti e di personaggi nelle quali incappiamo ogni giorno. Ho ricevuto confidenze e resoconti che non potevano cadere nel nulla: troppo genuini, troppo comuni e troppo significativi per non metterli nero su bianco!
D: Non è che corri il rischio di essere travisata? Magari c'è chi riassume il tutto in "darla senza problemi per avere ciò che vuoi", ma nel libro c'è ben altro.
R: Chi la dà senza problemi, non ha bisogno di un manuale che la inviti a farlo. Chi, poi, dandola senza problemi ottiene ciò che vuole, cosa potrebbe mai travisare? L'invito di MGM è di essere libere nel comportarci da donne, calcando la mano sulla femminilità che non è reato e non significa elargirci al miglior offerente. Sedurre ci appartiene per genetica e per genetica gli uomini sono sedotti. Se da questo sistema di interazione cromosomica ricaviamo qualcosa di utile e quantificabile, non c'è vergogna. Né se si tratta dell'arrosto più magro, né se si tratta di un'auto sportiva, di un facchino occasionale o di uno scranno in parlamento, di un brillante o di un meccanico improvvisato.
D: Ciò che rende unico il tuo libro, oltre alla tematica, è il linguaggio diretto, emancipato e condiviso, che sa anche fare ironia, perché in fondo MGM 1 e 2 fanno anche divertire. Quanto ti sei divertita nello scrivere questo libro e quanta ironia ci vuole per essere delle vere mgm?
R: Come si fa a non essere ironici al giorno d'oggi nel nostro paese? Impossibile. Leggere la realtà attraverso l'ironia è un atteggiamento quanto mai moderno e riposante. Ormai siamo tutti talmente prevedibili e spaesati che facciamo ridere: i perbenisti sono incapaci di coerenza, gli anticonformisti sono più conformisti dei conformisti, i dissidenti si annoiano subito, i rivoluzionari finisco imbrigliati nel sistema che denunciano, i cittadini modello a un certo punto esplodono come Michael Douglas in 'Un giorno di ordinaria follia', i credenti applicano deroghe al loro credo. La serietà è stata messa in un cantuccio e la realtà suscita ironia. Dolce o amara a seconda dell'indole, dei giorni e dei fatti.
D: Quanto hanno inciso le tue esperienze nella scrittura di questo libro e quali sono stati le tue altri "fonti di ispirazione"?
R: Scrivo ciò che vedo, che mi accade e che mi viene raccontato direttamente da chi conosco o indirettamente dai media. Per mestiere incontro tante persone, quindi tante storie che prendo in prestito e restituisco con le parole.
D: Qual è il consiglio che ti senti di dare in assoluto alle nostre lettrici?
R: Di incenerire le quote rosa mentali. La parità uomo-donna non esiste e non è necessaria. Ci interessa la parità sociale, quella sì, è ovvio ed è parecchio lontana. Maschi e femmine devono essere diversi e comportarsi diversamente, senza mai ripudiare le proprie caratteristiche di genere. Per chi, uomo o donna, cerca una scossa di saggezza, consiglio vivamente il romanzo 'Povera piccina' di Patrick Dennis.
D: Prima di finire una domanda è d'obbligo quanto ti senti "mignotta"?
R: Femmina al cento per cento. Con tutto ciò che implica, mignotteria compresa.
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