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[Letteratura] Note e parole sulla partitura del corpo

Letizia Merello - 08.02.2011

Ancora qualche giorno alla ricorrenza dedicata all'amore con la "a" minuscola: una folla di triti apostrofi rosa aspetta impaziente di infilarsi fra le due parole d'ordinanza, abusate fino a svuotarle. E se stavolta, invece, fosse una virgola sotto la gonna?
Metti pure una virgola dopo la tua fica, amore è il titolo del progetto poetico-musicale nato dall'incontro casuale fra Carmine Mangone, autore, performer e critico, e Claudio Vittori, fondatore dell'etichetta musicale Machine Jockey. Dopo la fica, una virgola, non un punto: siamo di fronte a un sesso che impone la sua voce e con essa concede la possibilità di una continuazione a piacere, o semplicemente di una reazione.
Il connubio fra poesia e musica non è che un ritorno alle origini della forma poetica detta o cantata. Il tramite è la voce. È sempre stato la voce: suoni che spaccano la staticità del contatto visivo con la parola, accompagnandola in maniera discreta. Le tracce sulle quali Carmine Mangone fa scorrere la voce sono un perfetto velluto sonoro, tessuto con delicatezza e maestria da Claudio Vittori, Alberto Campi, Alessandro Inguglia, Marcela Pavia e Insects Are Sexy. Forse l'unico punto debole del progetto è proprio l'autonomia limitata della musica, che si propone come mero accompagnamento, senza osare andare oltre ciò che è detto, cercando di reinterpretarlo con momenti di respiro strumentale. Fin dal primo ascolto, è infatti evidente che sono le parole a farla da padrone, a imporsi attraverso una lettura carezzevole, dissacrante e capace di ringhiare. Il disco inizia con Materia prima, scandita da un beat cardiaco e costellata di abili sottolineature e sottrazioni di suono, e continua a scorrere, caldo e rarefatto, con Fanatica matrice di stelle e Acqua Regis, pugnalate (soprattutto la prima) da parole pulsanti, sfacciate, occhi che friggono in preda all'orgasmo. Il crescendo furioso di Nel vostro paradiso pieno di mosche prelude a Fuoco Centrale, che ha tutta l'aria di essere la dichiarazione d'intenti dei fautori del progetto: Bisogna essere davvero intolleranti/non per difendere la propria verità/ma per far sì che gli altri se ne inventino una. Love Exit, col suo mood solare e claustrofobico, chiude un'esperienza d'ascolto breve ma capace di scuotere, grazie alla sua intensità e coesione.

Carmine Mangone, scrittore, performer, e critico delle avanguardie culturali e politiche del Novecento, ha tradotto in italiano autori come Blanchot, Péret, Lautréamont, Mansour e altri.
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