Valeria Ferronetti - 24.03.2011
Provate a chiudere gli occhi e lasciatevi trasportare indietro nel tempo fino agli anni Venti. Immaginate adesso di essere in uno dei salotti artistici dell'epoca e di incontrare lei, la donna più ammirata, discussa e amata di quel periodo, Tamara De Lempicka. Un'artista che ha fatto molto parlare di sé e che ora, come allora, affascina e rapisce chiunque osservi le sue opere.
Non a caso è stata definita la Regina del Moderno e non a caso il Complesso del Vittoriano le ha dedicato una mostra che resterà aperta dall'11 Marzo al 10 Luglio.
Di lei molto si è detto, sia della sua vita privata, che di quella artistica e forse troppo spesso è stato sottolineato il suo accostamento ai grandi pittori dell'epoca che indiscutibilmente hanno influenzato il suo stile. Eppure, trovarsi di fronte ad un'opera della Lempicka equivale a restare dieci minuti in apnea tanta è la bellezza del tratto e la vitalità che traspare da ogni dipinto.
Stupenda è la serie di nudi dedicata a Rafaela, una donna che si suppone fosse stata anche la sua amante, e che in questa mostra sono disposti tutti su di un'unica parete, uno di fianco all'altro. È impossibile dunque, non notare la forza espressiva che traspare da questi dipinti, il tratto così vivo che dona alla pelle del corpo raffigurato una lucentezza pari alla seta, l'espressività del volto che non viene mai mostrato interamente, talvolta leggermente reclinato all'indietro, tal altra parzialmente nascosto dal braccio, quasi a voler sottolineare l'intimità che le legava e che portava la pittrice a non svelarne completamente i tratti anche ritraendola in pose di nudo esplicito. Un modo forse per dire al mondo che avere il corpo di Rafaela, non equivaleva a conoscerne l'anima. Chissà. Sta di fatto che questa sequenza di nudi, presentati per la prima volta tutti insieme, danno il senso dell'importanza che questa donna ha avuto nella vita della Lempicka, sottolineando ancor più il fascino dei suoi dipinti.
Non dimentichiamo però, che la Lempicka fu da sempre definita la regina della modernità e questo soprattutto per la sua enorme sensibilità rispetto alle innovazioni del tempo. Molte sono le opere d'avanguardia in cui spicca il blu metalizzato, da lei stessa definito blu tamara, opere che hanno un non so che di cartellonistica pubblicitaria, che spesso venivano pubblicate su riviste dell'epoca, che rappresentano lo spaccato di quei tempi e che hanno contribuito a diffondere la sua arte in Polonia, Germania, Belgio, Spagna, Argentina, America e Italia. E fu proprio un giornalista italiano, Francesco Monarchi, che nel 1929 , in un suo articolo, la definì la pittrice della poesia violenta del grigio.
Eppure Tamara ebbe anche un periodo oscuro, non solo dal punto di vista della notorietà ma anche e soprattutto dal punto di vista personale. Da qui infatti deriva la produzione di opere raffiguranti santi, madonne e suore, mendicanti e donne di campagna, nature morte e interni di case. Tutto ciò era però in netto contrasto con la vita sontuosa che conduceva la pittrice tanto da sollevare feroci critiche che contribuirono a rafforzare maggiormente questo suo periodo buio, periodo che si colloca tra il 1939 e il 1961 e in cui della pittrice si contano solo sei mostre.
L'esposizione presentata al Vittoriano oggi, ripercorre dunque la vita artistica della Lempicka, una vita fatta di stravaganze e trasgressività, in cui l'artista, con una disinvoltura che non ha eguali e con indiscutibile talento, ha interpretato magnificamente ogni più piccola sfaccettatura, tanto da meritarsi l'appellativo di Icona dell'Art Déco, creando immagini che sono diventate il simbolo di un'epoca che ancora oggi lasciano lo spettatore attonito e in estasiata contemplazione.
Info
Tamara de Lempicka - La Regina del Moderno
Dall'11 Marzo al 10 Luglio
Complesso Del Vittoriano, Via S. Pietro in Carcere - Fori Imperiali
Dal lunedì al giovedì 9.30 - 19.30 / Venerdì e sabato 9.30 - 23.30 / Domenica 9.30 - 20.30
La biglietteria chiude un'ora prima.
Telefono: 06-6780664 / e-mail: museo.vittoriano1@tiscali.it
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