Monica Maggi - 16.06.2011
Roba da donne
Il libro è curato da Silvia Camilotti per Compagnia delle Lettere. Per la verità all'inizio mi ha attratto la copertina, la veste editoriale che, sebbene sia quella di un tascabile, lascia intendere anche dall'aspetto la preziosità dei contenuti.
Poi sfogliando il libro mi sono resa conto dell'operazione inconsueta in cui mi fossi imbattuta. Sebbene il sottotitolo piuttosto generico reciti emancipazione e scrittura nei percorsi di autrici dal mondo ciò che salta all'occhio è il senso di un progetto volutamente lasciato alla spiccata originalità di ogni narrazione/saggio che la curatrice ha inteso includere correndo e sventando il rischio che ne venisse meno il senso di insieme.
Senso che invece, al termine della lettura si staglia oltre le intenzioni del sottotitolo, in favore di una pluralità tutta femminile, incurante tanto della provenienza geografica delle voci quanto delle certificazioni accademiche e della collocazione storica dei ritratti presentati.
Ne risulta qualcosa che a mio avviso accosta di molto l'essenza di un femminile che qui sembra abbandonare il concetto statico di emancipazione cui siamo abituati.
Roba da donne
Silvia Camillotti
Compagnia delle Lettere
304 pagine
Euro 15
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